Si parla di ICE2018

FORMAZIONE, INNOVAZIONE, PARTECIPAZIONE: ECCO LA FORMULA DEL SUCCESSO DI ICE 2018

Quasi 400 presenze totali, 20 i barman coinvolti, 38 le industrie presenti. I numeri di chi ha preso parte alla manifestazione raccontano solo in parte il grande successo che ha contraddistinto la quinta edizione di ICE2018 (Intesa Contact Expo), la kermesse nazionale organizzata dal gruppo Intesa GDI e rivolta ai Soci del consorzio Intesa, grossisti ospiti, aziende partner, venditori e punti vendita. L’evento, che si è svolto allo Sheraton Parco De’ Medici Rome Hotel venerdì 6 e sabato 7 Aprile scorsi, non ha certo tradito le attese dei diversi rappresentanti del mondo food&beverage che, con entusiasmo e spirito di condivisione, sono stati i protagonisti dell’incontro.

Una crescita collettiva

Grazie a un approccio votato alla collaborazione e alla crescita professionale e culturale, ICE costituisce ormai un appuntamento chiave per l’agenda dell’intero canale horeca e non solo per i soci del consorzio Intesa. Tra momenti dedicati allo studio, analisi e riflessioni sugli ultimi trend di mercato, incontri e presentazioni di nuovi servizi o prodotti e iniziative di degustazione nell’area espositiva, rispetto agli scorsi anni è cresciuto molto il livello di adesione e relazione tra i partecipanti. Un gran lavoro di pianificazione, programmazione e organizzazione riconosciuto anche dai fornitori (soddisfatti dei contatti diretti presi con gli associati) e suffragato dalle numerose richieste di prenotazione di spazi già pervenute in vista del prossimo anno.

Tra le tante occasioni di approfondimento, di particolare interesse il focus sul rapporto tra esercenti e innovazione: tema affrontato nella relazione di Luciano Sbraga, direttore Ufficio Studi della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE).

“Il rapporto dei pubblici esercizi con l’innovazione è alto se ci riferiamo alla cosiddetta hidden innovation, ossia quell’innovazione di carattere organizzativo, di servizio, commerciale. Si pensi ai tanti nuovi format che caratterizzano il settore. Se invece parliamo di innovazione tecnologica, siamo piuttosto indietro sia nel back office che nel front office. Oggi sono ancora pochi i pubblici esercizi che gestiscono le relazioni con i fornitori utilizzando i diversi strumenti tecnologici disponibili. E sono poche anche le imprese che utilizzano la tecnologia per gestire meglio e con più efficacia la relazione con i clienti. Dinanzi a un consumatore che non è online ma vive online, questo passaggio non può essere trascurato.

L’innovazione è un mezzo, non un fine: come tale va gestita, per essere funzionale agli obiettivi di mercato dell’attività”, spiega Sbraga. Proprio su questo punto il gruppo Intesa GDI ha dimostrato di essere all’avanguardia, con una visione lungimirante: la partnership stretta con Infoservice ha infatti permesso di dare vita all’innovativa ed esclusiva soluzione i-beverage, gestionale pensato apposta e ritagliato sulle esigenze di chi lavora nel mondo della distribuzione (per approfondire: https://www.beverfood.com/intesa- gdi-ice-2018-beverage-gestionale-infoservice-differenza_zwd_107638/)

Più preparazione, maggiore competitività

Altra leva fondamentale per esaltare produttività e competitività è la preparazione professionale, non solo dei distributori ma anche degli operatori dei punti vendita. “Un mercato così complesso non può più essere gestito in modo naif. Dunque ogni iniziativa che va nella direzione di rafforzare le competenze di tutti gli attori della filiera è la benvenuta. Se poi si riuscisse anche a ‘fare sistema’, avremmo il doppio vantaggio di generare economie di scala e probabilmente una maggiore efficacia delle nostre azioni. Come FIPE abbiamo lanciato la scuola di formazione manageriale per i nostri piccoli imprenditori, nella consapevolezza che oggi la gestione di un pubblico esercizio debba essere fatta con un approccio nuovo. Noto con piacere che anche il gruppo Intesa GDI si muove nella stessa direzione”, continua Sbraga.

Che formazione e contatto diretto siano elementi distintivi di ICE lo sottolinea lo stesso Marco Ranocchia, fondatore di PlanetOne, azienda del settore beverage specializzata in formazione in area bartending.

“In genere eventi come questo sono l’occasione per attivare gli interessi e le energie delle persone, grazie allo scambio “fisico” di esperienze e informazioni. Del resto, le sfumature e gli accenti hanno un ruolo decisivo per dare sostanza alle idee. Questo approccio “umano-su- umano” integra il digitale e aiuta a far crescere un gruppo, una comunità. ICE fa esattamente questo, assolvendo a una necessità: a partire da curiosità, dubbi e domande, favorisce lo scambio di esperienze e idee con l’obiettivo di trovare, insieme, possibili soluzioni. In questo processo la formazione opera come un catalizzatore e un acceleratore: offre chance per progredire, migliorarsi, potenziare le proprie capacità e delineare strategie inedite e vincenti”.

La 2° Intesa Barman Competition

Proprio la preparazione tecnica e la formazione sono alla base del successo di Giuseppe Palmisano, primo classificato alla seconda edizione della Intesa Barman Competition. La gara, organizzata da Intesa GDI in collaborazione con l’agenzia di scuola barman FBS - Flair Bartender’s School, era rivolta a punti vendita e barman serviti dai soci Intesa. Palmisano ha conquistato il primo posto e si è aggiudicato un prestigioso corso di formazione per bartender: un modo concreto per coniugare sul campo aggiornamento e crescita professionale. La ricetta della finale con cui ha conquistato il verdetto della giuria era un twist sul classico daiquiri, che Palmisano ha chiamato ‘La Jamaica d’Italia’, dedicato alla Sicilia e ai suoi agrumi: 40 ml Appleton Estate Signature Blend, 15 ml succo d’arancia fresco, 15 ml succo di bergamotto, 15 ml sugar syrup Derby, 10 ml Campari Bitter, Shake & Strain, coppa cocktail e scorza d’arancia.

Ecco la classifica finale della 2° Intesa Barman Competition:

1° Giuseppe Palmisano, competitor del socio Intesa Tiemme dei Fratelli Rosato srl

2° Gabriele Menta, competitor del socio Intesa M.B.M. srl

3° Mario Cardaci, competitor del socio Intesa La caramella srl

“Per il mio lavoro la formazione è importante, soprattutto agli inizi per avere un’idea chiara di ciò che facciamo. Ma fondamentale è anche l’esperienza e la fortuna di stare a contatto con persone disponibili e qualificate lungo il percorso lavorativo. L’aggiornamento professionale serve a rimanere al passo coi tempi sempre più celeri del mondo del bartending, in crescita esponenziale in Italia e nel mondo”, racconta Palmisano. “In questo senso, ICE 2018 mi ha dato l’opportunità di

conoscere e confrontarmi con professionisti di tutta Italia e aggiornarmi su novità e coming soon del gruppo. L’appartenenza a questa rete, grazie ai rapporti quotidiani con la Tiemme Srl, mi permette di avere a disposizione un portfolio prodotti non indifferente ed essere sempre allineato su novità e tendenze: ciò crea un ambiente di lavoro sano e fertile in cui tutti crescono e migliorano”.

Più forti insieme

In conclusione, il bilancio finale e le strategie per il futuro del settore. “L’evento ha riscosso notevole successo, abbiamo macinato numeri importanti che non avevamo mai ottenuto prima, anche perché stavolta erano presenti davvero tutti gli attori della filiera. La risposta dello stesso mondo dell’industria (orfano probabilmente di un momento fieristico nazionale) è stata davvero massiccia. Le aziende hanno quindi salutato con entusiasmo una manifestazione come ICE, che consente di incontrare direttamente forza vendita e distributore: poter presentare i propri prodotti è fondamentale, soprattutto per le piccole e medie imprese che non hanno le possibilità né i mezzi per strutturarsi in modo capillare sul territorio”, sottolinea Romolo Lanciotti, Presidente di Intesa GDI.

E per il futuro? “Vogliamo certamente continuare a investire in modo mirato sul progetto ‘barman competition’, magari coinvolgendo le scuole e gli istituti alberghieri: perché i ragazzi sono i futuri clienti di domani”, continua Lanciotti.

“Per il resto, su ICE c’è volontà di crescita a 360 gradi. Quest’anno abbiamo dovuto dire di no a tante industrie per i limiti della location, su cui dovremo certamente lavorare per migliorare la nostra offerta. Ma non solo: dobbiamo allargare il nostro raggio d’azione e potenziare il dialogo con gli altri consorzi per fare fronte comune e costruire una realtà d’insieme, che ci rappresenti. Dobbiamo metterci attorno a un tavolo tutti assieme per essere più riconoscibili, e quindi più forti, di fronte alla politica e al legislatore. E far capire loro che investire sul nostro settore significa aumentare le opportunità per creare posti di lavoro e incentivare la produttività”, conclude Lanciotti.

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